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domenica 10 febbraio 2013

Il Bai Si a SuHu Lin Xiang Fuk

Il Bai Si tradizionale della Famiglia Hek Ki Boen Eng Chun rientra appieno in quell'alveo in cui tutti i sistemi più antichi della Cina viaggiano. Di seguito potete vedere la mia cerimonia di ingresso nella ristretta cerchia dei discepoli diretti del Gran Maestro Lin Xiang Fuk, insieme a mio fratello, SiFu Gianluca Giusto. Il nome che mi è stato assegnato è Lin Rong Sai, di cui spiegherò prossimamente il significato.

giovedì 5 aprile 2012

HKB a Roma? Certo, da noi!

Come potete leggere qui, se volete addestravi nell'Hek Ki Boen Kun Tao a Roma, dovete rivolgervi a SiFu Riccardo Di Vito, che insegna pubblicamente in via Gasperina, 170, ma anche in forma privata, a seconda delle vostre esigenze e possibilità. Non aspettate, praticare l'Arte Marziale dalla potenza devastante!


domenica 4 marzo 2012

L'Hoat Keng nel Niam Jiu

Oggi la comunità romana dell'Hek Ki Boen ha iniziato a lavorare con cura al trasferimento del peso e dell'energia (Hoat Keng) all'interno del Niam Jiu, il tipico allenamento di questa Famiglia per aumentare la sensibilità della propriocezione, attraverso il contatto delle braccia. Si tratta di un esercizio diverso dal Chi Sau dell'area cantonese (Ip Man Wing Chun, etc.), perché il concetto di pressione è orientato al trasferimento del peso ed allo squilibrio della struttura, non all'accelerazione di catene di tecniche per entrare dentro la guardia dell'avversario. Per quello abbiamo i Kiao Jiu e lo sparring.

Attraverso il rilascio del peso del braccio, mediante la forza d'impulso dei tendini, l'avversario/compagno sente sulla propria spina dorsale la vibrazione tipica di una scossa elettrica, in quanto l'energia sprigionata è spiraliforme, non sono cuneiforme. A livello tecnico non è importante uno o un altro movimento, ma il "solito" lavoro di attivazione dei tendini, abbinato alla circolarità dell'azione durante l'impatto. Da provare.

martedì 28 febbraio 2012

Testimonianze - 4

Di seguito potete ascoltare la testimonianza di SiFu Riccardo Di Vito di Roma, uno dei primi quattro Allievi diretti del Gran Maestro Lin Xiang Fuk (quinta generazione) ad esser stati scelti per diffondere l'Hek Ki Boen Kun Tao in Italia. La ripresa è stata fatta dopo il primo seminario introduttivo dell'Hek Ki Boen Kun Tao dedicato ai suoi Allievi, a Roma, il 12 febbraio 2012, sotto la guida del GM Lin.

lunedì 2 gennaio 2012

Alcune brevi spiegazioni

 Molti amici che praticano Wing Chun, al di là del lineage, mi hanno chiesto lumi rispetto al nome del sistema che stiamo praticando, nonché sui termini che fanno riferimento allo stesso Hek Ki Boen.

 Perché Shaolin?
Sicuramente perché proviene dal Tempio di Shaolin, poiché contiene i Tre Tesori: la filosofia Chan, la componente medica tradizionale e le capacità di combattimento. 

 Perché Fukien?
Si tratta del luogo originario del Tempio di Shaolin del Sud.

 Perché Black Flag?
Si tratta di un sistema portato avanti da società segrete, una delle quali era proprio la Black Flag, una specie di comunità segreta, che operava contro i Qing. La Black Flag è una delle cinque società segrete originarie e si occupava anche dei traditori delle stesse comunità...

 Cosa c'entrano le 18 Mani di Lohan?
Il sistema affonda le sue basi anche nel così detto "18 Mani di Lohan" del Sud, che non va confuso con l'omonimo sistema del Nord. Il sistema delle 18 Mani di Lohan si può considerare genesi di altri stili, avendo dato vita a forme coreografiche, esercizi e tecniche, ma ciò che più ci interessa è sapere che ci ha dato concetti e principi che lo rendono unico nel suo genere, tutti fondanti lo Shaolin Hek Ki Boen

Il Passaporto ufficiale dello Shaolin HKB system
 Si tratta di Wing Chun?
Di sicuro si tratta di Wing Chun, che nel dialetto fukinese si dice e scrive Eng Chun. La logica del sistema Hek Ki Boen lo mette in relazione con molti dei più conosciuti lineage di Wing Chun, visto che il cuore dello stile è lo studio e l'applicazione dell'efficienza nel combattimento. Il Wing Chun deriva da una sola fonte, ma è stato cambiato, adattato, modificato nei secoli. Questo lineage non rappresenta l'interpretazione di uno o un altro Maestro o uno stile di combattimento. Lo Shaolin Hek Ki Boen è focalizzato nell'ottenimento dell'abilità della Massima Efficienza di tempo, spazio ed energia. 

 Si tratta di un sistema di combattimento?
Uno degli obbiettivi del sistema che proviene da Shaolin è quello di allenare i praticanti, affinché si pongano sempre nell'ottica del realtà. Quando il sistema fu codificato l'etnia cinese Han combatteva contro gli invasori Manchu. Il sistema fu uno strumento per controllare, disarmare ed eliminare gli aggressori velocemente, nel minor periodo di tempo. Oggi la realtà è diversa, ma presenta comunque dei pericoli. Proprio per questo lo Shaolin Hek Ki Boen prevede allenamenti intensi per dare modo ai praticanti di sentirsi sicuri nella società contemporanea. Si tratta, in sostanza, di un vero e proprio sistema di combattimento codificato per divenire strumento di difesa nelle situazioni pericolose che la realtà di tutti i giorni ci pone dinanzi.

venerdì 23 dicembre 2011

Cosa è possibile allenare adesso a Roma?

Attualmente il gruppo di praticanti di Roma è in grado di praticare soltanto poche cose dello Shaolin Hek Ki Boen system. Ne facciamo un breve riepilogo, per onestà intellettuale.

1. Il primo set della forma Eng Chun Kun, chiamato Sam Chian Po;
2. Lavoro sul primo punto di attivazione (dei 9 presenti...) dei tendini;
3. Rudimenti delle abilità nel combattimento;
4. Footwork (passi in tutte le direzioni);
5. Kiao Jiu: alcuni dei vari ponti di braccia;
6. Shaolin HKB 18 Formule, una delle parti fondamentali per la comprensione del sistema;
7. Teoria dei Cancelli, Formula delle 5 linee, Triangolo superiore ed inferiore, 3 distanze di combattimento;
8. Forma Siaw Liam Dou.

Stiamo attualmente allenando queste cose, non altro. Chiunque volesse aggiungersi al gruppo, si mettesse in contatto con Riccardo Di Vito (3283421682 - mail/MSN/Facebook: riccardo_divito@libero.it), che attualmente coordina le attività a Roma.

Effetto devastante di un Pock Jiu tirato a bassa intensità...

Gli effetti del Kim Jiu

Guardate questa foto, si tratta dell'effetto della tecnica Kim Jiu tirata a bassa intensità da un praticante del sistema Shaolin Hek Ki Boen da solo un mese... La cosa stupefacente di questo sistema sta nel fatto che le qualità e le capacità (le skills, direbbero gli inglesi) possono essere acquisite da chiunque, se si eseguono gli esercizi propedeutici del sistema. L'allenamento di oggi consisteva nel difendersi da un pugno circolare da strada (che spesso viene erroneamente definito gancio). Chi ben comincia è a metà dell'opera...

Gli effetti del Kim Jiu tirato a bassa intensità...

martedì 20 dicembre 2011

Il primo video ufficiale Shaolin Hek Ki Boen

Questo è il primo video ufficiale di SuHu (SiFu in cantonese) Lin Xiang Fuk, in cui mostra alcune brevi sequenze di Siaw Liam Dou, l'applicazione di un Pock Jiu e altre cosette... Nessun video, però, vi impressionerà quanto il vederlo in azione dal vivo. A Febbraio sarà di nuovo a Roma...